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27/03/2026

Una giornata con l’UTE

Giornata ricca quella di venerdì 27 Marzo, per l’UTE “Università della Terza Età”. Si inizia infatti alle ore 10.00, in un’aula al primo piano della biblioteca, adibita ed attrezzata per i vari corsi, con una descrizione di un personaggio trecatese, Antonio Manfredda detto “Togn Munfreuda”, nato nel 1923 e morto nel 2012. Nonostante che dalla  finestra, si notano le cime degli alberi del parco Cicogna, ondeggiare a causa del forte  vento , che imperversa, l’invito rivolto dal Prof. Franco Peretti ai corsisti di “storia di Trecate”, è stato accolto. Il relatore descrive la figura di Antonio Manfredda come persona modesta ma tenace e, sicuramente, amante della sua comunità, di quella Trecate cioè, che spesso è stata oggetto delle sue riflessioni poetiche. Di professione fabbro, merita di essere ricordato anche per i suoi lavori, per certi aspetti vere opere d’arte . A lui si deve, tra l’altro, tutta la copertura esterna della cupola della locale chiesa parrocchiale. Non ha mai ricoperto cariche istituzionali, ma sempre forte è stato il suo impegno sociale, che si riscontra anche nelle sue numerose composizioni  poetiche, tutte in dialetto trecatese, da  lui chiamate “ ciciarad”. Lottava con tanta convinzione ogni qual volta vi era qualche problema sociale, degno di essere preso in considerazione. Quando l’amministrazione comunale negli anni ’50 del secolo scorso, decise di chiudere la roggia Mora, che serviva in quei tempi alle donne per sciacquare i panni e per portare  le oche per avere piume bianche, Manfredda si batté  con tenacia  per impedirne la chiusura, dedicando  pure una sua poesia a difesa della Roggia. Altra presa di posizione del Togn si ha negli anni ‘80, contro la chiusura delle farmacie nei giorni festivi a Trecate, essendone stata istituita la turnazione  nei comuni dell’unità sanitaria locale. Altra battaglia del Manfredda fu quella contro la divisione del teatro comunale. Grazie anche alla sua caparbietà, questo progetto fu accantonato. Insomma, la parola d’ordine del poeta dialettale Manfredda era “lottare affinché la legalità fosse più vicina alla giustizia”. Il Prof. Peretti mostra infine ai corsisti, un raccoglitore di poesie rigorosamente in dialetto trecatese, facendone ascoltare una registrata, con la voce dell’autore.
L’ora è passata in fretta, oggi abbiamo imparato a conoscere un Trecatese con la “T” maiuscola…Nel pomeriggio l’appuntamento mensile è col Dott. Claudio Viviani, che è chiamato a descrivere la storia del ponte in ferro, sul fiume Ticino tra Oleggio e Lonato Pozzolo.
Nell’ Ottocento per attraversare il fiume Ticino, si usavano dei grossi barconi che, grazie ad una fune perpendicolare all’acqua, servivano le due sponde ed erano  guidati da traghettatori. Nel 1880 cominciarono nella zona di Oleggio i lavori di un ponte in ferro a graticci, con travi a doppia “T”, giunture rivettate e punti di appoggio in grado di ammortizzare le oscillazioni termiche ed il transito veicolare, inaugurato “in sordina perché erano finiti i soldi” nel 1889, gemello di quello di Sesto Calende e di Turbigo. Durante il periodo della seconda guerra, il ponte ha resistito alle incursioni aeree, non è stato mai distrutto a differenza dei suoi gemelli. Le slide hanno permesso di abbinare la descrizione del Dott. Viviani con le foto, rendendo la storia del ponte ancora più vicina. Anche in questa occasione, l’ora è trascorsa velocemente, mentre fuori il vento, aveva ormai tolto il..disturbo.

Carmelo Iacono