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18/12/2025

L'UTE in visita a palazzo Tornielli Bellini di Novara

 L’ UTE in visita a palazzo Tornielli Bellini di Novara -Sede storica della Banca popolare di Novara.

Stupore, compiacimento, desiderio di conoscere di più: questo è quanto si leggeva nello sguardo degli iscritti UTE di Trecate, che venerdì 5 e 12 dicembre lasciavano alle 17:30, dopo una visita durata due ore, palazzo Tornielli Bellini, sede storica della Banca Popolare di Novara. In verità il gruppo, forse, già aveva qualche conoscenza di questo immobile, magari per sentito dire o probabilmente per richiami storici legati all’ abdicazione di Carlo Alberto alla fine della prima guerra di indipendenza, ma il contatto diretto è andato ben oltre la più fertile immaginazione e ben oltre tutte le più ampie aspettative.

Stupore

La visita ha permesso innanzitutto di vedere e cogliere da vicino i particolari di opere di inestimabile valore, a partire dai quadri di Gaetano Previati, maestro riconosciuto del Divisionismo italiano, presente nelle sale del palazzo con quadri, che non solo sono difficili da valutare da un punto di vista economico, ma che occupano, per il loro valore artistico molte pagine dei volumi di storia dell’arte contemporanea. Ad accrescere però lo stupore dei visitatori UTE c’era di più: arrivati alla “Sala dei Coralli” hanno trovato una collezione che è tra le più importanti a livello mondiale. Hanno avuto quindi la possibilità di vedere esposti manufatti corallini di valore eccezionale. Qui lo stupore raggiungeva il culmine e le parole di commento erano difficili da trovare. Il silenzio calava per lasciare spazio all’esame visivo di quanto esposto. Sotto questo punto di vista palazzo Bellini acquistava per i visitatori un’importanza eccezionale.

Ammirazione

I corsisti, si guardavano, alla fine del percorso, anche con occhi pieni di ammirazione. Non pensavano di trovare quanto è appena stato dato loro da ammirare. Molti erano, infatti, convinti che questa visita avrebbe offerto l’occasione di visitare un palazzo sì importante, ma senza i pezzi artistici appena trovati. Bene dunque hanno fatto Luciano Carbone e Giacomo Bernori a proporre questa iniziativa, perché hanno permesso di scoprire un aspetto poco conosciuto della Banca Popolare. Molti infatti pensavano che questo istituto di credito fosse impegnato solo in operazioni finanziare, invece hanno avuto la possibilità, ricredendosi, di cogliere un lato della storia della banca poco conosciuto. Nei tanti decenni della sua esistenza infatti – si tratta del resto di un ente ultracentenario – ha svolto un attento lavoro anche nell’ambito dell’arte, raccogliendo pezzi preziosi, che ora custodisce gelosamente, in quanto rappresentano, senza eccessiva retorica, un vero tesoro a disposizione di chi vuole fare apprendimenti artistici.

Desiderio di conoscere

C’era una terza componente, che si leggeva negli occhi dei corsisti: il desiderio di ulteriori conoscenze. Non deve infatti essere sottovalutato questo aspetto, perché quando si visita una mostra o un palazzo, quando si osservano dei capolavori, viene spontaneo il desiderio di conoscere di più. Il gruppo, mentre ascoltava le dotte e significative, oltre che puntuali, considerazioni storico-artistiche di Paolo Cirri, direttore della Fondazione della Banca Popolare, sentiva dentro il desiderio di conoscere di più e avvertivano con crescente urgenza, la necessità di approfondire, di cogliere meglio, di avere  chiare le origine di quanto vedeva. All’uscita pertanto, nei loro commenti, ma soprattutto nei loro sguardi, si leggeva allora pure questo pressante desiderio.

FRANCO PERETTI