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13/02/2026

EVVIVA IL CARNEVALE

Le origini del Carnevale vanno ricercate nei “saturnali”, una festa che si teneva nella Roma pagana per celebrare il dio Saturno e in quella occasione si organizzavano cortei al suono di strumenti molto rumorosi con la partecipazione del popolo che si riversava nelle strade e si ingozzava di cibo e vino. 

Mentre il termine “carnevale” deriva dal latino e può avere due significati:   - fa pensare a “carrus navalis”, abbreviato poi in “curnuvalis”, in riferimento agli antichi riti compiuti in onore di Iside e Dionisio, divinità celebrate con cortei di carri allegorici a forma di nave, 

- oppure a “carnem levare” cioè “togliere la carne” in osservazione del divieto cattolico di mangiare carne durante la Quaresima, periodo di digiuno e penitenza che inizia il mercoledì della Ceneri, immediatamente dopo il Carnevale, e, pur non avendo nessun collegamento con la liturgia cristiana, coincide con i giorni precedenti. 

Tuttavia travestirsi assumendo identità diverse è stata sperimentata in tutte le culture, fin dai tempi più antichi e non è mai passata di moda. La maschera, nella civiltà pre-cristiana, era considerata strumento atto a conferire a chi la indossava poteri soprannaturali o la forza di animali sacri. 

Con l’avvento del Cristianesimo i riti del Carnevale persero l’originario carattere magico rituale per diventare semplice occasione di divertimento popolare, e nascondersi dietro una maschera permette di mostrare un’altra parte della persona, anche burlandosi degli altri.

Le maschere più classiche sono nate nella Commedia dell’Arte, ma con il tempo sono cambiati i riferimenti. I piccoli si ritrovano nei personaggi delle favole, dei cartoni animati, dei fumetti, dei supereroi, mentre per l’allestimento dei carri non ci sono limiti: si spazia dalla ricostruzione di culture diverse alla fantasiosa scenografia di film o libri famosi, dalla burlesca rappresentazione di personaggi pubblici a quella dei miti di tutti i tempi.


Insomma da qualunque parte si guardi il Carnevale è una festa di allegria, travestimenti, trasgressione e celebra lo scherzo prima del digiuno, nello spirito generale di cambiare l’ordine delle cose dando spazio alla fantasia e alla creatività. 

E allora lasciamoci travolgere dall’entusiasmo della folla per ammirare le sfilate delle maschere e dei carri allegorici che si svolgono lungo le vie dei nostri paesi, fino a quella più famosa e imponente di VIAREGGIO, senza dimenticare la “battaglia delle arance” di IVREA, o il torneo equestre “sartiglia” di ORISTANO, o la grandiosa scenografia che trasforma VENEZIA in un palcoscenico del ‘700.

La stessa euforia si percepisce anche in tutti i posti del mondo dove si festeggia il Carnevale, capofila sicuramente quello di RIO fatto di musica e colori sgargianti con le spettacolari sfilate delle ballerine di samba.

Ma la magia pura del Carnevale è propria dei bimbi, nel loro semplice divertimento, anche di riempirsi di “coriandoli”, che fortunatamente sono solo pezzettini di carta colorata … ma che si in-fi-la-no dap-per-tut-to e li ritrovi ancora in qualche angolo fino a Pasqua!!! … (e non sappiamo proprio se ringraziare per questo quei due signori, uno triestino e uno milanese, che ebbero l’idea di sostituire i “semi di coriandolo”, un’erba aromatica, che già dal Rinascimento venivano confettati e si lanciavano alle maschere, con ritagli di carta e dandogli lo stesso nome ...)

Scherzi a parte, almeno una volta all’anno, serve a tutti una festa di natura liberatoria, trasgressiva, dove le convenzioni sociali sono sospese, all’insegna del proverbio latino, consolidatosi poi nel periodo medievale, che recita: “SEMEL IN ANNO LICET INSANIRE”  la cui traduzione letterale significa:   “una volta all’anno è lecito impazzire” … o fare follie !!! 


                                                                      Mariagrazia Macente